Integrare il welfare aziendale nei servizi socio-assistenziali

Le aziende sentono più di prima il bisogno di mettere in campo tutti gli strumenti possibili per tutelare la sicurezza e il benessere dei propri dipendenti: un’occasione di dialogo tra il pubblico e il privato

 

In un quadro di ripartenza post emergenza sanitaria ancora confuso, per il welfare pubblico e privato emerge in primis la necessità di avvicinare i servizi agli utenti, con prestazioni organizzate ed erogate a livello locale; si registra una rinnovata richiesta di assistenza sanitaria classica; si fa strada, infine, la proposta di utilizzare il welfare aziendale per rilanciare i settori più in difficoltà.

 

Lo sostengono i provider del settore, tra cui Welfare Come Te, nuovo soggetto imprenditoriale nato dal mondo cooperativo, il cui obiettivo è colmare le lacune del welfare aziendale classico nei servizi socio-assistenziali per le famiglie. Questa realtà punta su una concezione del welfare che vada oltre i benefit e che costruisca piuttosto iniziative di responsabilità civile, in grado di rispondere alle reali esigenze socio-demografiche della popolazione.

 

L’approccio del progetto nell’ambito del welfare aziendale gli consente di avere un ruolo integrativo rispetti ai piani di welfare già esistenti, affiancando le imprese nella realizzazione di piani personalizzati che prevedano una connessione tra il primo e il secondo welfare, tra il pubblico e il privato, e valorizzando il proprio radicamento territoriale nel dialogo con i diversi stakeholder, dai lavoratori ai sindacati, dai clienti ai consumatori. Allo stesso modo, Welfare Come Te lavora con provider, associazioni di categoria e consulenti del lavoro.

 

Il modello nazionale di cui l’iniziativa si vuole fare promotrice, come spiega il Direttore Commerciale di Welfare Come Te, Paolo Schipani, è quello di fornire alle aziende “un interlocutore unico, che a sua volta coordini il ruolo e l’intervento di molte cooperative sociali capillarmente diffuse sul territorio”. Per questo il programma prevede all’interno di ogni cooperativa l’esistenza di un Care Manager, uno specialista il cui compito è proprio quello di “orientare il lavoratore che ha bisogno di assistenza o di cura per sé o per un suo famigliare nella scelta delle soluzioni effettivamente presenti nel territorio, instaurando con lui un legame forte, ascoltandolo e facendosi mediatore tra i suoi bisogni e le opportunità presenti sia nel settore pubblico sia nel privato”, aggiunge Schipani.

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