Welfare un’industria da 143,4 mld di euro

Lo dice il Rapporto sul Bilancio di welfare delle famiglie italiane curato da Mbs che ricostruisce la spesa in otto aree di welfare.

 

L’industria del welfare, ovvero la domanda delle famiglie di servizi legati al benessere, vale qualcosa come 143,4 miliardi (+6,9% rispetto al 2017), il che significa l’8,3% del Pil nazionale. Numeri che lo classificano come una delle industrie principali del Paese, basti dire che vale di più dell’industria alimentare (137 miliardi di fatturato annuo) e di quella della moda (95,7 miliardi) .
A dirlo è il Rapporto sul Bilancio di welfare delle famiglie italiane curato da Mbs, gruppo italiano indipendente di business consulting che ricostruisce la spesa delle famiglie italiane in otto aree di welfare: salute assistenza ad anziani e persone bisognose di aiuto, assistenza familiare, assistenza ai bambini ed educazione prescolare, istruzione, cultura e tempo libero, supporti al lavoro, previdenza e protezione.
«Parlando di industria del welfare non intendiamo dire solamente che la domanda di benessere sociale può alimentare un business di grande valore economico per le imprese», ha spiegato ai  Andrea Rapaccini, amministratore di Mbs. «Se ben regolato e indirizzato dalle politiche pubbliche, questo business può contribuire più di ogni altro alla generazione di valore sociale per l’intera comunità. La spesa del welfare familiare ha una valenza strategica che travalica la dimensione economica. È centrale per la soddisfazione di bisogni emergenti e può dare un contributo determinante a ristabilire la coesione sociale, dal momento che costituisce il 18,6% del reddito delle famiglie italiane».
In questa direzione lo studio può essere una preziosa bussola per tutte quelle aziende che stanno pensando di implementare o allargare i loro piani di welfare aziendale. Ma quali sono le principali voci di spesa degli italiani in welfare? Eccole.

 

Salute e trasporti prime voci di spesa

 

In cima alla classifica delle uscite degli italiani in welfare ci sono quelle legate alla sfera della salute: 37,7 miliardi all’anno, +11,9% rispetto a un anno fa, pari a un esborso medio di 1.476 euro all’anno per nucleo familiare. Seguono quelle er i trasporti da e per il luogo di lavoro e  per la pausa pranzo, che pesano sui portafogli delle famiglie nazionali  31,9 miliardi di euro l’anno (+ 2,2% rispetto al 2017).

 

La spesa per l’assistenza sale del 10% in 12 mesi

Ad alleggerire i portafogli degli italiani ci sono poi le spese per l’assistenza ad anziani e a persone bisognose  che nel 2018 sono arrivate alla cifra complessiva di 27,9 miliardi, il che significa il  10,3% in più rispetto a un anno prima.

 

10,5 miliardi investiti nell’Istruzione per i  figli

 

Tra le voci di spesa più consistenti  vi è poi anche quella che riguarda la scuola e l’Università per i propri figli lievitata del 9,4% in 12 mesi, arrivando a 10,5 miliardi. Nello specifico la ricerca ha evidenziato che la spesa media per famiglia è rimasta stabile, ma è cresciuto il numero dei nuclei che hanno effettuato spese: 5,8 milioni,  ovvero il 22,9% delle famiglie italiane.

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