L’impatto del welfare aziendale sul business. I numeri del Rapporto “Welfare Index PMI” di Generali
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L’impatto del welfare aziendale sul business. I numeri del Rapporto “Welfare Index PMI” di Generali

Il 2023 è stato l’anno dell’espansione del mercato del lavoro. Secondo i numeri dell’ultimo rapporto “Welfare Index PMI” promosso da Generali e giunto alla sua ottava edizione, il numero di occupati a dicembre 2023 è stato superiore di 456 mila unità rispetto all’anno precedente. Numeri in crescita determinati in larga misura dall’aumento dei dipendenti a tempo indeterminato (+413 mila rispetto al dicembre 2022). In questo scenario di crescita e resilienza il welfare aziendale per i lavoratori delle PMI Italiane raggiunge una nuova fase di “maturità”. Dal 2016 a oggi, il numero di PMI che hanno raggiunto un livello alto di welfare aziendale è triplicato, passando dal 10,3% al 33,3% (+8% negli ultimi due anni).

 

Welfare aziendale e business

Il report ha disegnato una panoramica di quello che è lo stato del welfare aziendale tra le piccole e medie imprese italiane. Una delle prime cose che saltano all’occhio è la stretta correlazione tra i livelli di welfare aziendale e i risultati di business. Infatti le aziende che più sono attente al proprio ruolo sociale e al benessere dei dipendenti sono anche quelle che ottengono le migliori performance economiche. Insomma le imprese che investono nel welfare ottengono risultati superiori alla media in termini di produttività, redditività e occupazione.

Oggi, il welfare aziendale è sempre di più uno strumento fondamentale per le famiglie italiane e costituisce l’insieme dei beni e servizi che l’azienda mette a disposizione dei suoi dipendenti per migliorarne la vita privata e lavorativa. Per questo il report elogia l’importanza delle PMI nel fornire welfare non solo ai propri dipendenti ma anche alle loro famiglie. Il motivo è semplice, le PMI italiane raggiungono un bacino di circa 11,3 milioni di famiglie, pari al 44% delle famiglie italiane. Leggi anche “I lavoratori vogliono più tempo libero: con il welfare aziendale si può”.

A sottolineare il valore del welfare come strumento sociale Giancarlo Fancel Country Manager & CEO Generali Italia che afferma: “In questo modo le PMI assumono un ruolo sociale importante e diventano punto di riferimento sul territorio”.

 

La quota di aziende che nel 2023 ha fatto registrare un aumento di fatturato è cresciuta in modo lineare con il livello di welfare aziendale, dal 28,8% di quelle con livello iniziale al 46,5% di quelle con livello molto alto. Allo stesso tempo, le imprese con un livello iniziale di welfare (quindi un livello che potremmo definire base) sono significativamente diminuite, passando dal 48,9% al 25,5%. Oggi, invece, stando ai dati del report il 75% delle piccole e medie imprese ha almeno un livello medio di welfare aziendale. Il rapporto racconta sia gli sforzi che le aziende stanno facendo per garantire una maggiore solidità a questo prezioso strumento sia la relazione tra il livello di welfare aziendale e performance economiche. Questo a conferma che un buon sistema di welfare aziendale migliora la qualità della vita del singolo dipendente (e della sua famiglia) e allo stesso tempo aiuta anche l’azienda stessa garantendole solidità finanziaria e una maggiore competitività sul mercato.

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