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In pensione più tardi e sostegni ai giovani: le novità previdenziali 2022

La nuova legge di Bilancio ha apportato diversi rinnovamenti nel mondo della previdenza, anche pensando al futuro della Generazione Z

 

Il 2022 si caratterizza per una serie di novità in ambito previdenziale introdotte dalla recente manovra finanziaria e dal proposito del Governo di disegnare un intervento organico di riforma, con lo sguardo rivolto soprattutto ai giovani.

 

Innanzitutto è stata introdotta la nuova modalità di pensionamento, definita “Quota 102”, che rappresenta la combinazione dei requisiti di età anagrafica pari a 64 anni e di anzianità contributiva pari a 38 anni. Per andare materialmente in pensione occorre però attendere il decorso di una finestra di tre mesi, se si è lavoratori dipendenti privati o autonomi, e di sei mesi se si è dipendenti del pubblico impiego. Si prevede poi l’istituzione di un Fondo destinato a favorire l’uscita anticipata dal lavoro, su base convenzionale, dei lavoratori dipendenti delle Piccole e mdie imprese (PMI) in crisi, che abbiano raggiunto un’età anagrafica di almeno 62 anni.

 

È stato anche prorogato il canale di pensionamento denominato “Opzione donna”, cui possono accedere le lavoratrici che abbiano maturato, entro la fine del 2021, un’anzianità contributiva pari o superiore a 35 anni e un’età di almeno 58 anni per le lavoratrici dipendenti e di 59 anni per le lavoratrici autonome. Ugualmente oggetto di proroga per un ulteriore anno è la misura assistenziale che accompagna fino al pensionamento di vecchiaia i soggetti con almeno 63 anni, che cessino l’attività lavorativa e rientrino in categorie ad hoc, come i disoccupati di lungo corso, caregiver e invalidi al 74% con 30 anni di contributi, addetti ai lavoratori gravosi (la cui elencazione è stata fortemente ampliata) con 36 anni di contributi. La legge di Bilancio riduce poi da 36 a 32 anni il requisito dell’anzianità contributiva per l’accesso all’istituto per gli operai edili e per i ceramisti e conduttori di impianti per la formatura di articoli in ceramica e terracotta.

 

Il futuro del nostro sistema previdenziale

 

Nel corso del 2022 è destinato a proseguire poi il tavolo di concertazione tra Governo e Sindacati per delineare una nuova riforma delle pensioni. Tra i temi principali, l’individuazione di una nuova modalità di pensionamento anticipato che dal 2023 sostituisca Quota 102, di ulteriori soluzioni per i lavori gravosi e per la pensione delle donne. Attenzione particolare è rivolta poi ai giovani che ‘scontano’ in maniera particolare sulle proprie future pensioni gli effetti di un’applicazione integrale del metodo contributivo che riflette l’andamento dell’intera vita lavorativa, con penalizzazioni quindi che discendono da carriere intermittenti e dal ritardato ingresso nel mondo del lavoro (anche a causa del lungo percorso di studi italiano).

 

Va ancora sottolineato come la pensione contributiva si rivaluti sulla base dell’andamento del prodotto interno lordo (Pil), per cui riflette periodi eventuali di recessione economica e applica i coefficienti di trasformazione differenziati per età che sono periodicamente rivisti sulla base dell’andamento della curva demografica, che nel nostro Paese si caratterizza per un’accentuata tendenza all’invecchiamento.

 

Come possibile misura tesa a supportare la Generazione Z si ragiona sulla possibilità di prevedere una sorta di ‘misura-calmiere’ che sarebbe rappresentata da un importo minimo garantito. Di fondamentale importanza è ritenuto un nuovo slancio da dare alla conoscenza della previdenza complementare, che rappresenta un pilastro di sostegno al futuro tenore di vita, stimolando l’adesione dei giovani sia con incentivazioni fiscali maggiorate sia con la previsione di meccanismi paternalistici come il silenzio assenso.

 

*Lorenzo Giuli è un esperto di previdenza complementare.

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