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Edenred-Easy Welfare, il dietro le quinte della trattativa

L’acquisizione di Easy Welfare da parte di Edenred ha dato una scossa al mercato del welfare aziendale. Ma cosa si cela dietro l’operazione?

 

Non poteva passare inosservato l’acquisto di Easy Welfare da parte di Edenred. Anche solo per gli attori in campo e il loro peso nel mercato del welfare aziendale. Un giro d’affari di 11 milioni di euro (dato 2018) con oltre 700 aziende clienti e 600mila beneficiari, la prima; una presenza in oltre 46 Stati, circa 8.500 dipendenti, 44 milioni di beneficiari, 770mila aziende ed enti pubblici clienti e 1,5 milioni di esercizi commerciali affiliati, la seconda, multinazionale francese che dal 28 maggio 2019 ha messo a segno un’acquisizione strategica per la sua crescita in Italia.

 

Di cifre ufficiali dell’operazione non se n’è parlato apertamente: Il Sole 24Ore ha scritto che “secondo i rumors l’operazione avrebbe un valore di circa 40 milioni di euro”; successivamente sui media francesi si è iniziato a parlare di 53 milioni di euro. Una cifra che, a prescindere dalla sua entità, dovrà essere suddivisa tra Injection Capital e Italglobal (soci al 49%) e Federico Isenburg, Fondatore di Easy Welfare (con la restante quota).

 

Raggiunto telefonicamente da Tuttowelfare.info, Isenburg non conferma né smentisce la cifra circolata sui media italiani, dicendosi però “molto contento” dell’acquisizione (ed “economicamente più sereno”, probabilmente rendendo serene anche le sue future generazioni), essendo “convinto che sia stata la scelta giusta per tutti”.

 

Da quanto si è appreso, l’operazione è da leggersi in chiave di “fusione” tra i due player, perché Easy Welfare, come detto da Isenburg, “continuerà a svolgere la sua attività”: “Per Edenred siamo un fattore di accelerazione importantissimo, perché abbiamo competenze e know how che a loro manca”. E, aggiungiamo noi, anche una tecnologia che si affianca alle persone e che può essere considerata il fattore distintivo dell’azienda, nonché alla base del suo successo.

 

Da startup della mobilità a player del welfare

 

Che Easy Welfare avesse intrapreso la strada della cessione era uno scenario ipotizzabile già da tempo: forse già da ottobre 2014, quando, contestualmente con l’entrata di nuovi soci nella compagine azionaria, venne liquidato l’altro fondatore dell’azienda, Federico Bianchi, oggi impegnato sul tema dello Smart working.

 

Di certo resta la lunga strada percorsa da Easy Welfare nel corso della sua storia, breve ma intensa. La sua nascita risale infatti al 2007 con il nome Muoversi, scelto in origine per diventare un player del Mobility management.

 

La startup crebbe specializzandosi diventando successivamente – anche grazie allo stimolo di alcuni clienti che chiedevano di inserire nella piattaforma di mobility la possibilità di gestire i flexible benefit e interpretando con lungimiranza il mercato – una realtà strutturata nella gestione e nell’erogazione dei servizi di welfare. Tanto che a fine 2015 l’azienda cambiò nome in Easy Welfare.

 

Allora il portfolio clienti si fermava a poco meno di 200 aziende di diversi settori e dimensioni. Numeri all’apparenza contenuti, non però se letti in relazione a un mercato ancora immaturo. In quattro anni la crescita dell’organizzazione – anche con il cambio di assetto societario – è stata evidente, arrivando agli attuali 700 clienti, che hanno attirato l’attenzione di vari player, fino a Edenred. “Il top management di Easy Welfare è stato ingaggiato”, ha fatto sapere Isenburg.

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