Il digitale al servizio del welfare aziendale

La ricerca di Zucchetti “HR work revolution: siamo pronti? Numeri, sfide e obiettivi delle Direzioni HR italiane verso la Digital transformation” indaga a che punto sono le aziende con i processi di gestione del personale

 

Parlando di imprese ed emergenza sanitaria il primo pensiero va all’Home working forzato cui (quasi) tutti i lavoratori sono stati costretti a adattarsi. Ma le novità in ambito Risorse Umane non si sono fermate al luogo di lavoro, stiamo infatti vivendo una ‘rivoluzione’ del mondo HR. Per definire le esigenze emerse durante la pandemia e prevedere i trend che stanno influenzando le organizzazioni, Zucchetti ha realizzato la ricerca HR work revolution: siamo pronti? Numeri, sfide e obiettivi delle Direzioni HR italiane verso la Digital transformation, un osservatorio che ha coinvolto 710 aziende di diverse dimensioni per indagare il gradi di readiness rispetto ai processi di gestione del personale, diventati strategici in questa fase così delicata.

 

 

Ad anticiparne i contenuti all’evento Wellfeel, benessere organizzativo e welfare aziendale (di cui Tuttowelfare.info è stato Media Partner) è stato Luca Stella, Innovation Manager Business Unit HR di Zucchetti, sottolineandone due elementi: “Le aziende hanno dimostrato grande capacità di reazione a una situazione complessa e non preventivata; inoltre hanno evidenziato l’importanza delle tecnologie nei processi di cambiamento”. Molte imprese, infatti, nel corso del 2020, si sono reinventate, anche grazie agli strumenti digitali.

 

Benessere e fidelizzazione con il digitale

 

Ma per poter affrontare le sfide imposte dal Covid e dare continuità al business, l’asset fondamentale sono state le persone e, per questo, è sempre più importante averne cura e saperle ingaggiare. “Nel periodo di pandemia il livello di produttività è rimasto invariato, ma l’engagement si è notevolmente abbassato”, ha commentato Stella. Lo dimostrano anche recenti ricerche, secondo cui sono diminuite di 16 punti percentuali le risorse che si sono definite “ingaggiate” e di 23 punti quelle “fortemente ingaggiate”. Emerge dunque l’importanza di lavorare per fidelizzare le persone, puntando sul loro benessere, che si trasforma poi in quello organizzativo.

 

“Per coinvolgere maggiormente e dare una risposta concreta al benessere aziendale possono essere di supporto le tecnologie”, prosegue Stella. Parlando di benessere, però, spiega il manager, non bisogna incentrarsi esclusivamente sul welfare aziendale: l’Intelligenza Artificiale, può essere utile anche per la pianificazione di turni equi, per la gestione dei talenti, per la Smart mobility e per l’organizzazione degli spazi di lavoro.

 

Il welfare quindi non deve limitarsi alle piattaforme, nonostante lo stesso Stella resti convinto che queste rappresentano comunque una base molto importante su cui lavorare. “La digitalizzazione dei processi di lavoro permette di bilanciare i carichi di lavoro senza penalizzare nessuno e di gestire l’avanzamento delle attività in modo puntuale”, è la tesi del manager di Zucchetti. Ma la tecnologia può anche aiutare a disegnare i piani welfare più appropriati, misurando il grado di engagement delle persone: “Conoscere il livello di fidelizzazione permette di indirizzare al meglio le scelte organizzative”, specifica Stella.

 

Serve quindi una strategia globale, inclusiva e integrata, in particolare in questo momento storico che sta mettendo a dura prova l’organizzazione di tutte le aziende: “Le iniziative di welfare devono essere collegate e le tecnologie rappresentano lo strumento fondamentale degli HR, che a loro volta sono figure sempre più centrali nelle strategie di business”.

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francesca.albergo@tuttowelfare.it