Poste Italiane vuole rafforzarsi nel welfare

Poste Italiane vuole rafforzarsi nel welfare

La società  accelera la crescita nel mercato del welfare. Ed è in cerca di partnership.

 

Che il welfare aziendale sia uno dei mercati più in crescita in Italia è ormai risaputo. Secondo gli ultimi dati snocciolati dal Rapporto Eudaimon Censis il settore vale ormai attorno ai 21 miliardi di euro. E tra le prestazioni maggiormente desiderate dai lavoratori ci sono quelle relative alla sanità (indicate dal 53,8% degli occupati), quelle relative alla previdenza integrativa (33,3%). Numeri che hanno attirato, tra gli altri, l’attenzione anche di Poste Italiane. La società punta infatti a diventare una delle principali protagoniste di questo comparto, offrendo fondi sanitari o polizze collettive.
La decisione non è di quelle improvvise visto che a fine 2015 Poste Italiane aveva già fatto investimenti in questa direzione acquisendo per 20 milioni di euro Sds System Data Software, società che poi ha cambiato nome in Poste Welfare e Servizi e si occupa della gestione dei fondi sanitari. Ora però l’intento è quello di andare oltre come previsto nel piano industriale Deliver 2022 messo a punto dall’Amministratore delegato Matteo Del Fante. E qualche risultato si sta già avendo. Tanto che i ricavi del settore welfare sono raddoppiati, passando dai 4 milioni del primo semestre 2017 ai 14 milioni del giugno scorso.

 

In cerca di partner tra i broker

 

Ad alimentare la crescita da una parte le adesioni al fondo sanitario per i dipendenti delle Poste, lanciato dal gruppo, e dall’altra l’aumento di adesioni agli altri fondi sanitari e alle polizze collettive infortuni. Ritmi di crescita che sarebbero proseguiti anche in questi mesi grazie anche alla forte rete distributiva composta da più di 13 mila uffici postali. Ma gli uomini di Del Fante, secondo le indiscrezioni di stampa, vogliono andare oltre e punterebbero a siglare partnership con i grandi broker per raggiungere più facilmente il mondo aziendale. E, secondo i bene informati, l’accordo dovrebbe arrivare entro la fine del 2019.

 

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