Caregiver: in arrivo l’assegno di 1.900 euro

Anche l’Italia muove i primi passi per riconoscere e sostenere questa figura, pilastro del welfare made in Italy molto familista. Si tratta di un esercito di almeno 5 milioni di persone, secondo i dati dell’Osservatorio Reale Mutua.

 

Caregiver, questo il termine inglese adottato anche in Italia per definire chi si prende cura, a titolo non professionale e gratuito, di una persona cara, spesso anziana, non autosufficiente. Ruolo che, ancora oggi, da noi non viene né riconosciuto né tutelato. Qualcosa, però, inizia a cambiare e anche il nostro Paese sembra muovere i primi passi. Se a livello regionale già nel 2014 l’Emilia-Romagna si faceva pioniera in questo campo dotandosi della legge “Norme per il riconoscimento ed il sostegno del caregiver familiare” e stabilendo la giornata del caregiver, a livello nazionale è con la legge di Bilancio 2018 e l’istituzione di un fondo per i caregiver – 60 milioni di euro per tre anni – che l’Italia si è avviata in questa direzione.
E  a fine luglio è stata annunciata una circolare Inps che indicherà le modalità di richiesta e di erogazione del bonus pari a 1.900 euro per chi assiste familiari disabili. Va fatta, però, una precisazione: il provvedimento si rivolge, al momento, esclusivamente a chi assiste un familiare over 80.
Il bonus verrà erogato sotto forma di contributo economico a titolo di rimborso spese e di detrazione fiscale, per la quale il richiedente deve essere in possesso di requisiti specifici (per esempio grado di parentela, I.S.E.E. inferiore ai 25.000 euro l’anno).

Chi può presentare richiesta

 

Oltre al coniuge, possono presentare richiesta: parte dell’unione civile tra persone dello stesso sesso; convivente di fatto ai sensi della legge n. 76 del 20 maggio 2016; familiare o affine entro il secondo grado; familiare entro il terzo grado, solo in alcuni casi specifici.
Maggiori dettagli saranno disponibili solo al momento della pubblicazione e diffusione della circolare INPS, che dovrebbe uscire a breve in Gazzetta, alla quale rimandiamo chi interessato.

Caregiver almeno 5 milioni in Italia

Su quanti siano i Caregiver in Italia non ci sono dati certi, ma le stime parlano di almeno 5 milioni di persone, destinate ad aumentare a causa dell’invecchiamento della popolazione. La maggior parte di loro sono donne, non occupate, svolgono un’attività di cura molto gravosa, senza pause, e si sentono abbandonate dalle istituzioni e dalla propria rete.
Assistere un familiare ha, infatti, un enorme impatto sulla vita del singolo come risulta dall’Osservatorio Reale Mutua sul welfare: secondo il 60% degli italiani, la prima sfera a risentirne è quella personale e lavorativa, con rinunce alla carriera, ma anche agli svaghi e al tempo libero. A preoccupare sono però anche i contraccolpi psicologici (52%), che possono manifestarsi con stati di ansia, depressione o persino senso di colpa, le ricadute economiche (46%) per i costi legati all’assistenza e gli effetti sulla salute stessa di chi assiste (42%).
Infatti, dedicarsi anima e corpo a questa attività porta spesso a mettere in secondo piano le proprie esigenze, fino ad adottare comportamenti errati e pericolosi. Secondo gli intervistati, fra i principali rischi c’è quello di non chiedere aiuto e pensare di poter fare da solo (46%), addossandosi in toto i compiti di cura, ma anche quello di lasciarsi assorbire al punto da trascurare la propria salute (44%), rimandando o addirittura non sottoponendosi a visite ed esami medici, o di annullare le relazioni sociali (44%) e persino i rapporti con gli altri membri della famiglia (39%).

 

Di cosa hanno bisogno i cargiver

 

Il primo aiuto per un caregiver, sempre secondo gli intervistati dall’Osservatorio Reale Mutua, sono misure di sostegno economico (51%) e forme di conciliazione vita-lavoro (46%), che permettano al caregiver occupato, un’organizzazione più flessibile degli orari. Importante sarebbe, inoltre, poter contare su un sostegno psicologico (38%) e avere a disposizione servizi di telemedicina, con cui è possibile monitorare e inviare a distanza i parametri vitali dell’assistito (20%).

About the Author /

valeria.gelosa@tuttowelfare.info