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La nuova valuta del welfare è la branded currency

Tra gli strumenti messi a disposizione dei dipendenti da parte delle aziende ci sono le gift card. Che oggi si rinnovano, diventando una ‘moneta’ digitale spendibile in beni-servizi di welfare.

 

Nell’ambito del welfare aziendale, sono numerosi i servizi e le prestazioni di carattere non monetario: dai classici buoni pasto all’assistenza sanitaria integrativa, dalla previdenza complementare al sostegno economico per l’istruzione dei figli. Questi sono solo alcuni esempi di ciò che oggi le imprese sempre più spesso offrono ai propri dipendenti.

 

Una serie di benefit che non solo si traducono per il lavoratore in un pacchetto di possibilità da affiancare alla classica retribuzione, ma che più in generale implicano per i soggetti coinvolti un vantaggio fiscale in ottemperanza alla normativa vigente (articoli 51 e 100 del Testo unico delle imposte sui redditi).

 

La definizione degli importi da destinare al welfare aziendale può essere collegata a premi di risultato determinati sulla base degli andamenti aziendali o a condizioni contrattuali (nazionali, territoriali, aziendali). Anche lo Stato ottiene il suo vantaggio: se maggiori sono le coperture complementari fornite ai lavoratori, necessariamente minore si farà lo spazio per un suo intervento, in un periodo caratterizzato da grandi trasformazioni sociali e da grosse difficoltà economiche.

 

Le Gift card come strumento di welfare

 

Tra tutti gli strumenti di welfare aziendale a disposizione delle imprese, ce n’è uno particolarmente apprezzato dai lavoratori: si tratta delle gift card aziendali, come soluzione smart per l’erogazione di voucher e buoni spesa. La gift card permette al dipendente di spendere come meglio crede l’importo messo a sua disposizione, all’interno di categorie merceologiche estremamente variegate: Food, Elettronica, Abbigliamento, Trasporti, carburante, libri e molto altro ancora.

 

Le carte regalo, sia digitali sia fisiche, funzionano come una sorta di carta di credito, utilizzabile a scalare o in un’unica soluzione, in modo sicuro. Sfruttano il vantaggio offerto dal digitale in termini di immediatezza e sono spendibili nei singoli punti vendita o siti di ecommerce aderenti, sempre più spesso con la possibilità di utilizzare un’unica gift card per acquisti di diverso tipo, presso i rivenditori più vari.

 

Le carte regalo, dato il successo e l’ampia diffusione raggiunti, si stanno naturalmente evolvendo verso una sempre maggiore flessibilità, così da arrivare a parlare in termini più ampi e omnicomprensivi di branded currency: la cosiddetta ‘moneta di marca’.

 

La nuova ‘moneta di marca’

 

Amilon opera nel settore delle gift card digitali dal 2007. Strada facendo, ha deciso di specializzarsi in ottica aziendale, andando incontro all’esigenza impellente di fornire strumenti in termini di benefit per addetti, impiegati e manager.

 

“Forniamo ai nostri clienti carte digitali”, spiega Andrea Verri, Ceo e Founder di Amilon. “Sicuramente, negli ultimi anni, l’impennata delle vendite in questo settore è dovuta all’impiego delle card come forma di welfare. L’evoluzione della carta regalo in moneta di marca è stata rapida e necessaria”.

 

La gift card è uno strumento di pagamento a tutti gli effetti. Il retailer, che offre beni e servizi e può essere un negozio fisico o una piattaforma online, emette continuamente una grande quantità di valore tramite gift card, appunto, ma anche attraverso buoni sconto o coupon. Tutti, ovviamente, legati al marchio stesso del rivenditore. “Ormai le gift card sono superate, anche nel nome”, continua Verri. “Sono infatti digitali ed emesse in un’ottica premiale o socio-previdenziale”.

 

La logica di fondo sta cambiando: “Il valore che il retailer emette in tutte le diverse forme possibili non deve più rimanere separato, ma può costituire una sorta di portafoglio del consumatore-lavoratore, formato da tutti i benefit che egli riceve in regalo, oppure in premio dall’azienda, attraverso i diversi canali possibili”.

 

La branded currency è moneta spendibile nel senso più ampio possibile, permettendo a chi la accumula, indipendentemente dalla forma, di poterla accantonare e consumare in base alle proprie esigenze, senza limiti di provenienza o di mezzo attraverso cui se n’è ottenuta la disponibilità.

 

Seguendo questa nuova declinazione, Amilon ha recentemente deciso di offrire ai sui clienti un ulteriore vantaggio: quello di poter ricaricare la gift card in loro possesso, andando così ad aumentare direttamente il valore del proprio wallet. “Attraverso la nostra gift card multibrand Idea Shopping, il grande wallet digitale di cui dispone il lavoratore può essere accresciuto, così da permettere all’utente di completare gli acquisti che desidera, senza attendere una nuova carta regalo o un nuovo benefit aziendale”, chiarisce Verri. “Le nostre carte possono essere usate con facilità dal lavoratore e trasformate in pochi clic così da poter rispondere a ogni esigenza di spesa”.

 

Non ci sono tipologie di prodotti che restano escluse da questa modalità di pagamento, “copriamo tutte le categorie merceologiche e riusciamo a soddisfare ogni tipo di esigenza anche in termini geografici”. Fino a qualche tempo fa alcune aree del Sud Italia rimanevano scoperte quanto a rivenditori fisici aderenti, “ma oggi non è più così. La gift card è la cosa più simile al denaro che si possa offrire ai propri dipendenti, con il vantaggio della detassazione”, conclude Verri.

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silvia.perugi@este.it