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Welfare e work-life balance, il caso del Gruppo Veritas

La società che gestisce multi servizi urbani collettivi per 51 comuni nelle province di Venezia e Treviso ha implementato un vasto piano per il benessere dei propri lavoratori.

 

All’inizio di settembre 2019 è diventato operativo all’interno del Gruppo Veritas un protocollo sul tema della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Il documento riunisce e amplia quanto già previsto dai contratti nazionali di lavoro e da precedenti protocolli aziendali, introducendo anche alcune novità. È stato realizzato a partire dai dati raccolti attraverso un questionario volontario e grazie a un gruppo di lavoro congiunto con i dipendenti.

 

Chiara Bellon, Direttore Risorse Umane e Organizzazione di Gruppo, e Alvise Nicolazza, Responsabile Organizzazione, Formazione, Sviluppo e Comunicazione Interna della società che gestisce multi servizi urbani collettivi per 51 comuni nelle province di Venezia e Treviso hanno raccontato come è nato e cosa prevede questo programma durante l’evento Wellfeel 2020 che si è tenuto il 31 gennaio 2020 a Padova e di cui Tuttowelfare.info è stato Media Partner.

 

La survey ai dipendenti e l’accordo con i sindacati

 

“Abbiamo organizzato un gruppo di lavoro con le organizzazioni sindacali per capire quali erano le esigenze in Veritas. Il gruppo di lavoro ha realizzato un questionario che è stato sottoposto a tutti i dipendenti. I risultati hanno rivelato che il personale chiedeva tempo e una maggiore conciliazione vita- lavoro”. Nel settembre 2019 l’azienda ha stretto con i sindacati accordi di contrattazione aziendale che riguardano i protocolli sulle relazioni industriali, incrementi di produttività, il welfare e il protocollo d’intesa work-life balance.

 

Nell’ambito del benessere organizzativo, quindi, il Gruppo Veritas ha deciso di concentrare i propri sforzi nella conciliazione tra vita professionale e vita privata delle sue persone. Un parametro di misurazione utilizzato sia nel Better Life Index dell’Ocse sia nell’indice Bes (benessere equo sostenibile) sviluppato da Istat e Cnel per valutare il progresso di una società. L’impresa ha 3.184 dipendenti (di cui l’81,8% uomini e il 18,2% donne, per un’età media di 48 anni) distribuiti in sedi molto ‘polverizzate’ sul territorio: sei aree principali, oltre 100 sedi operative e 23 sportelli aperti al pubblico.

 

“Volevamo creare qualcosa di creativo sul fronte della comunicazione, così abbiamo partecipato al bando Conciliamo, presentando un progetto a sostegno della diffusione della cultura del work-life balance in azienda. Abbiamo chiesto l’aiuto del Ministero per finanziare strumenti comunicativi: bacheche digitali, smartphone aziendali e portale intranet. Inoltre, vogliamo finanziare dei mezzi da mettere a disposizione dei dipendenti per raggiungere le sedi più svantaggiate”.

 

Gli sviluppi del progetto di welfare

 

Il progetto di welfare ha l’obiettivo di assicurare ai dipendenti la possibilità di usufruire di una serie di beni e servizi per la gestione e il supporto della vita personale e familiare e per il potenziamento della propria copertura previdenziale e sanitaria. Attraverso una piattaforma i dipendenti possono scegliere tra buoni acquisto e benzina, contribuzione alla previdenza complementare, rimborso delle spese scolastiche per i familiari, rimborso delle spese sanitarie e assistenziali, servizi di educazione, istruzione, ricreazione e socio-sanitari.

 

La piattaforma viene utilizzata anche per erogare incentivi legati a progetti specifici, come l’Active ageing, o riconoscimenti individuali. Infine, fa parte di questo pacchetto il ‘premio istruzione’, riservato ai dipendenti che conseguono un titolo di studio, come ricompensa per essere riusciti a mantenere viva la motivazione iniziale per un lungo periodo e a conciliare la vita familiare.

 

“Abbiamo osservato un incremento del 16% di persone che ogni anno hanno scelto di convertire il premio di risultato in servizi di welfare e un aumento del 25% degli importi di Pdr destinato in welfare. Questo vuol dire che chi già convertiva il Pdr in welfare ha deciso di destinare più budget e quindi che la nostra strategia funziona”.

 

Il protocollo d’intesa su work-life balance per rispondere alle esigenze dei dipendenti

 

Il protocollo d’intesa sul work-life balance, siglato da Veritas e dalle organizzazioni sindacali, armonizza e sviluppa le politiche che l’azienda aveva iniziato ad attuare per sostenere i suoi dipendenti, sia all’interno che all’esterno dell’organizzazione aziendale. Il tema è quello della gestione del tempo, per conciliare la vita professionale con quella privata ma anche per affrontare situazioni di disagio familiare.

 

“Abbiamo lavorato molto sulla gestione del tempo, introducendo Smart working, telelavoro e orari personalizzati per i dipendenti che hanno difficoltà a raggiungere il posto di lavoro o esigenze legate alla genitorialità, all’assistenza di familiari malati o a gravi motivi di salute. E abbiamo notato una riduzione dell’utilizzo della Legge 104 e un aumento del reinserimento anticipato dalla maternità”. Inoltre, l’azienda prevede una riduzione dell’orario di lavoro per gli Over 58 con mansioni gravose.

 

Le altre iniziative per il benessere dei dipendenti

 

Con gli ‘avanzi’ del Pdr, l’azienda ha deciso di finanziare la possibilità di prolungare i giorni di malattia con stipendio in casi gravi e ha organizzato una banca del tempo solidale per permettere ai dipendenti di donare i propri giorni di ferie ai colleghi che ne hanno bisogno, impegnandosi a raddoppiarli. Veritas ha messo a disposizione dei dipendenti e dei loro familiari anche uno sportello di ascolto, con una psicologa esterna in locali esterni all’azienda, che ha registrato un 70% di saturazione delle otto ore al mese messe a disposizione.

 

Altre iniziative includono il pink camper per incoraggiare le dipendenti a fare un check-up per la prevenzione del tumore al seno, sul luogo e in orario di lavoro; una nutrizionista in azienda per dare ai dipendenti l’opportunità di migliorare le proprie abitudini alimentari sulla base delle specifiche necessità e dello stile di vita e lavorativo; formazione posturale con fisiologo, fisiatra e fisioterapista per insegnare esercizi fisici per attivare i muscoli e fare prevenzione sugli incidenti da lavoro.

 

Il Gruppo ha già notato i primi risultati da quando ha iniziato a implementare i progetti. “Abbiamo misurato una diminuzione del 13% degli infortuni, del 5% delle assenze per infortuni e del 60% di inidoneità alla mansione”. Per questo ha deciso di portarli avanti e continuare a lavorare in questa direzione anche nel 2020.

 

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