Welfare e yoga per il benessere a tutto tondo

Fare yoga con i colleghi significa proporre un metodo alternativo di aggregazione e conoscenza, un rimedio ad ansia e stress. Questa pratica è stata efficace durante il lockdown, ma lo è ancora di più nella fase di rientro

 

Con il rientro in ufficio di milioni di lavoratori, e l’organizzazione della restante parte in Smart working, le aziende hanno dovuto affrontare varie difficoltà nella gestione degli spazi, nel garantire la sicurezza, nel provvedere alle sanificazioni. A parte queste accortezze a livello sanitario, non è però da sottovalutare il benessere psicofisico dei dipendenti, provati da forme di stress acuite dai mesi di lockdown.

 

Per questo, un’attività che le imprese stanno sempre di più implementando è lo yoga. Lo racconta Susy Galante, Yoga & corporate wellness consultant di Yobi yoga, che propone un servizio di consulenza nell’individuazione di obiettivi e risultati che l’azienda desidera per i propri dipendenti, attraverso la pratica della meditazione e dello yoga. “I risultati di una survey condotta tra i clienti dimostrano come lo yoga sia stato efficace nel lockdown, e ancora di più nella fase di rientro”, dice Galante.

 

Il sondaggio ha coinvolto 70 persone, per l’81% donne e per il 19% uomini, di varie fasce d’età: il 64% ha tra i 45 e i 65 anni, il 21% ha tra i 35 e i 45 anni e la restante parte è Under 35. Quasi tutti hanno seguito il corso di yoga aziendale uno o due volte a settimana, e più dell’80% di loro ha dichiarato di percepire benessere fisico e mentale da questa pratica, mentre più della metà ha notato miglioramenti nella postura. “Uno degli aspetti che sicuramente ha influito nella percezione positiva di questa esperienza è stata la giusta comunicazione da parte del management delle imprese clienti, dato che i manager stessi frequentavano la lezione di yoga, che è stata vista come un’opportunità di rilassamento per tutti, in una situazione neutra oltre le gerarchie”, crede Galante.

 

Pratica utile per un maggiore equilibrio psicofisico

 

Alcuni corsi, pensati per al massimo 10 persone alla volta in base al livello, sono iniziati in presenza per poi continuare online, mentre un’azienda ha deciso di iniziare la prova direttamente durante il lockdown. “Ogni cliente che seguiamo ha una storia a sé e propri obiettivi, quindi sviluppiamo percorsi su misura, incentrati sulla persona; fare yoga con i colleghi significa proporre un metodo alternativo di aggregazione e conoscenza, nonché un rimedio ad ansia e stress, una migliore gestione delle emozioni e una maggiore predisposizione all’ascolto”, spiega Galante.

 

Qualità importanti per un’impresa consapevole che il benessere dei propri dipendenti sia la chiave per un ambiente di lavoro più sano e produttivo. L’adesione ai corsi avviene sempre su base volontaria e all’inizio le classi sono composte da poche persone, probabilmente per diffidenza o non conoscenza dello yoga. Tramite il passaparola, poi, le classi si riempiono. “Durante il lockdown questa situazione si è amplificata e la richiesta è aumentata, dato l’alto livello di stress a cui tutti eravamo sottoposti, così abbiamo svolto sia lezioni in diretta che registrate, in base alle esigenze dei corsisti”.

 

In quel periodo le lezioni, infatti, si sono più concentrate sulla meditazione, sul mantenere calma e serenità piuttosto che sullo stretching o sul rinforzo muscolare. Una calma e una serenità che hanno contribuito positivamente anche nel lavoro di tutti i giorni, come hanno dichiarato più della metà dei corsisti. Nello specifico, chi ha meno di 35 anni ha notato un potenziamento dell’attenzione e della concentrazione, mentre altri hanno riportato dei miglioramenti nel sonno.

 

Passando al feedback della Direzione delle Risorse Umane che hanno scelto di proporre corsi di yoga nel pacchetto di welfare aziendale, è emersa piena soddisfazione per la personalizzazione del progetto, ma anche per essere riusciti a completare l’offerta di welfare, puntando sul benessere del dipendente a 360 gradi.

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