I Buoni spesa sociali: una rete utile contro la povertà

La crisi economica determinata dalla pandemia ha aggravato le condizioni socio economiche in Italia, generando nuova povertà. Rispetto al 2019, la situazione economica delle famiglie è peggiorata nel 44% dei casi, invariata nel 48%, mentre solo l’8% ha dichiarato un miglioramento. Però, in questo contesto difficile, il welfare sociale si è dimostrato una solida rete per molte famiglie italiane e uno strumento utile a contrastare le vulnerabilità economiche.
É quanto emerge dal Rapporto firmato Up Day, azienda tra i leader sul mercato italiano delle soluzioni di benessere per le Imprese e le Persone, e Tecnè, tra i principali istituti di ricerca politiche, sociali ed economiche.

 

La ricerca ha messo soprattutto in evidenza come la crisi economica abbia accelerato il diffondersi di nuove forme di povertà, con profili provenienti da classi sociali diverse: i “working poors”, ovvero coloro che hanno un lavoro, che però non garantisce più un reddito sufficiente per una vita senza stenti; coloro che vivono una condizione di povertà intermittente, determinata da condizioni negative, anche temporanee (come una malattia o una spesa imprevista); e i cosiddetti “poveri grigi”, ovvero i nuclei che vivono in bilico tra normalità e miseria.

 

I numeri delle Dichiarazioni Sostitutive Uniche ai fini del calcolo ISEE, indicatore della situazione economica equivalente e ottenere prestazioni sociali agevolate, descrivono un malessere generale del paese, legato anche all’aumento dell’inflazione: tra il 2016 e il 2021, le famiglie che hanno presentato domanda sono aumentate del 61% passando da 5.3 a 8.5 milioni con un raddoppio solo nell’ultimo anno.

 

In questo contesto, i buoni spesa sociali possono rappresentare uno molto efficace e apprezzata nel mitigare le situazioni di vulnerabilità sociale. Finanziati con il Decreto Sostegni bis a partire dalla crisi pandemica, sono erogati dai Comuni per concedere una tantum aiuti alle famiglie vulnerabili in difficoltà per l’acquisto di alimenti, farmaci e beni di prima necessità. Inoltre, convertendo direttamente in consumi sono in grado di stimolare il mercato con performance migliori di altri ammortizzatori sociali.
Per ogni singola erogazione finanziata dal 2021 al 2022, i beneficiari del buono spesa sociale sono stati 1.9 milioni per un importo medio “una tantum” di 250 euro.
Il Rapporto ha inoltre evidenziato che buoni spesa sociali sono considerati positivamente dal 100% degli addetti al settore.

 

“Dal Rapporto si evince come strumenti come i buoni spesa sociali siano un importante supporto per le famiglie più vulnerabili e per l‘economia reale, nell’attuale quadro d’incertezza economica. Auspichiamo che questo supporto alle famiglie possa avere continuità nel tempo, anche dopo i periodi strettamente emergenziali. Come Up Day, con ricerche come questa, vogliamo stimolare alla riflessione istituzioni e stakeholder del settore, con l‘obiettivo finale comune di favorire la società tutta” dichiara Mariacristina Bertolini, Direttore Generale e Vicepresidente Up Day.

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