Il welfare culturale genera benessere

Secondo l’Oms, il welfare culturale influenza in modo positivo il comportamento degli individui in termini di felicità personale, serenità psicofisica e salute. Recanati ha deciso di testarlo

 

La cultura fa bene. Ora lo sostiene anche l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), che nella recente ricerca dal titolo Quali sono le evidenze sul ruolo delle arti nel miglioramento della salute e del benessere? Una scoping review ha mappato oltre 3mila studi della letteratura accademica globale prodotta in 20 anni sugli effetti delle arti sulla salute e sul benessere.

 

I risultati hanno messo in evidenza il ruolo determinante delle arti per quanto riguarda la prevenzione delle malattie (come i disturbi dello spettro autistico, malattie cardiovascolari, morbo di Parkinson, disturbo da stress post-traumatico), la promozione della salute e il trattamento e la gestione delle patologie che si manifestano nel corso della vita.

 

In un momento di crisi globale legata al Covid-19, che ha mostrato il contributo centrale della cultura e delle arti alla nostra salute mentale e alla nostra capacità di coesione sociale, lo scenario è quello di una società che deve affrontare una sorta di disordine post-traumatico da stress. Diventa prioritario, quindi, lavorare a una nuova idea di welfare in cui le arti e la cultura possano dare un rilevante contribuito alla ripartenza del Paese.

 

Il termine “welfare culturale” indica infatti la capacità delle esperienze culturali di influenzare il comportamento degli individui in termini di felicità personale, di serenità psicofisica e salute. La musica, per esempio, è tra i linguaggi che più hanno dimostrato la loro efficacia. Nello studio dell’Oms si vede nei percorsi di cura e gestione di patologie come l’Hiv, in cui si rileva la diminuzione del carico virale, ma il range delle applicazioni di successo va dall’aumento della plasticità neuronale nella riabilitazione post ictus per velocizzare il recupero linguistico e motorio, alle cure palliative nel fine vita. Senza dimenticare la riduzione del rischio di burnout dei curanti, costantemente esposti a fattori di stress.

 

Le potenzialità dell’Italia, culla della cultura

 

Questi benefici sono stati riconosciuti anche dal quadro delle politiche europee, l’Agenda 2030 della cultura. Oppure in Canada, dove secondo l’accordo di cooperazione tra il Museo di Fine Arts di Montreal e l’Associazione dei Medici Francofoni, per particolari patologie i medici possono prescrivere nelle ricette dei pazienti l’ascolto di musica o la visita di musei.

 

In virtù della sua tradizione artistica, l’Italia può diventare uno dei Paesi leader in questo scenario con benefici in termini di vantaggio competitivo, occupazione, qualità della vita, spesa pubblica. Una delle iniziative presenti ora in Italia è partita due anni fa da Recanati in provincia di Macerata, città natale di Giacomo Leopardi, da un’idea dell’Assessore alla Cultura Rita Soccio, in collaborazione con la Regione Marche e curata dalla Fondazione Promo P.A.

 

“Il progetto è nato dalla mia esigenza di far capire alla politica l’importanza della cultura, e di conseguenza dei fondi per la cultura”, racconta l’assessore a Tuttowelfare.info. “Ho pensato di parlare, quindi, attraverso i numeri: mi servivano dati misurabili, che dimostrassero che la cultura fa bene, da presentare poi agli amministratori”.

 

Inizialmente è stato commissionato uno screening per capire la situazione nelle Marche riguardo imprese, enti, associazioni che si sono interessate al welfare culturale. Una volta scoperte le varie realtà che utilizzano la cultura nel sociale, Recanati ha deciso di metterle a sistema, creando una rete di condivisione. “Dai dati raccolti è emersa una forte richiesta di formazione, quindi abbiamo organizzato insieme alla Fondazione Promo P.A. diversi corsi online sulla capacità delle esperienze culturali di influenzare il comportamento degli individui in termini di felicità personale”, continua Soccio.

 

L’obiettivo finale è quello di preparare una tavola rotonda per raccogliere le idee, i dati e produrre un documento con i risultati del lavoro da proporre a livello nazionale ed europeo. Nel documento è prevista anche una misurazione diretta degli effetti benefici che il paesaggio leopardiano assume nei confronti dei fruitori del territorio, in particolare rispetto ai visitatori del Colle dell’Infinito, nei pressi di Casa Leopardi.

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