Come puntare al benessere finanziario dei dipendenti

Come puntare al benessere finanziario dei dipendenti

Le preoccupazioni economiche delle persone impattano sul livello di stress, sulla produttività e quindi sul bilancio aziendale. A dirlo diverse ricerche internazionali fatte sul tema . Alle imprese il compito di gestire il benessere finanziario delle loro risorse. Con l’aiuto della tecnologia.

 

Moacir Giansante

Con i gli stipendi ingessati, l’economia zoppicante e la pianificazione finanziaria a lungo termine inadeguata per il pensionamento, il benessere finanziario è diventato un argomento importante per le persone, le famiglie, nonché per le aziende e il sistema paese. Anche perché riguarda un gran numero di individui.  Secondo il Chartered Institute of Personnel and Development di Londra, il 58% dei dipendenti oggi ha difficoltà a gestire le proprie finanze. Una problematica talmente sentita da togliere il sonno al 19% delle persone ai quali si aggiunge un altro 8% che spende ore lavorative per affrontare e gestire i propri problemi di budget. Con notevole impatto sulla produttività dei dipendenti all’interno delle organizzazioni. Il tema non riguarda solo il nostro Paese, basti dire che negli States la Federal Reserve ha stimato che, in media, un dipendente spende 20 ore lavorative al mese occupandosi di questioni di finanza personale. Tradotto in soldoni questo può costare a un’azienda circa 5.000 dollari l’anno per ogni dipendente, con una perdita di produttività che pesa sul risultato netto dell’azienda per il 4%.

 

Financial wellbeing  ancora sottovalutato dalle imprese

 

Ma le aziende stanno facendo abbastanza per risolvere queste questioni? Guardando numeri verrebbe da dire di no, tanto che in base a uno studio condotto da Barclays, l’80% dei lavoratori non è soddisfatta degli sforzi compiuti dai datori di lavoro per sostenere le loro finanze e un altro i 38% sarebbe disposto a lasciare il posto di lavoro per spostarsi in organizzazioni dove il benessere finanziario dei dipendenti rappresenta una priorità.
Eppure gli strumenti per soddisfare questo tipo di bisogni dei dipendenti non mancano. Un tipo di credito altamente sostenibile, che il datore di lavoro può promuovere in ambito di Welfare Aziendale, infatti, è rappresentato dalla Cessione del Quinto dello Stipendio e dalla Delegazione di Pagamento, poiché è limitato alla percentuale del 20% del reddito mensile (40% se contratto in combinazione con la Delega), in questo modo si evita il sovra-indebitamento. E la tecnologia può dare una mano nella gestione. Un esempio arriva da SalaryFits la cui piattaforma consente alle istituzioni finanziarie di integrare i propri sistemi con le informazioni sui salari delle persone, fornendo alle aziende accesso a un innovativo strumento di automazione che dà la possibilità di dedurre le rate del prestito richiesto direttamente dalla busta paga dei dipendenti. Caratteristiche che hanno fatto vincere alla piattaforma il premio Fintech Power 50, che riconosce le soluzioni che stanno davvero facendo la differenza per i diversi settori dell’economia.  «In questo modo, le risorse possono accedere a prodotti finanziari sostenibili con tassi di interesse inferiori e minore burocrazia, nonché una migliore gestione della loro salute finanziaria», spiega Moacir Giansante, Country manager per l’Italia della società.

 

La tecnologia come facilitatore per diffondere buone pratiche finanziarie

 

Per le organizzazioni che mirano a migliorare la produttività e l’impegno della forza lavoro, la tecnologia è un facilitatore e una grande opportunità così come lo è sul fronte della promozione delle buone abitudini finanziarie e migliorare il loro ambiente di lavoro perché con SalaryFits, i dipendenti possono accedere non solo a prodotti equi con meno burocrazia e più trasparenza, ma anche di gestire, oltre al credito, pure la pensione complementare, copertura sanitaria integrativa, polizze assicurative etc. «Il tutto attraverso una soluzione senza costi», fa notare Moacir.

 

 

 

 

 

 

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