Congedo parentale, un mese in più retribuito all’80%. La proposta del Governo Meloni

Possibile novità in arrivo per il welfare aziendale. Tra le misure del pacchetto famiglia contenuto nella Manovra proposto dal Governo Meloni ci sarebbe anche l’aggiunta di un mese di congedo parentale facoltativo retribuito all’80% (mentre ora la retribuzione è al 30%) e utilizzabile fino al sesto anno di vita. Un “salvadanaio di tempo per le mamme”, così lo ha definito la premier, che ha detto in conferenza stampa: “Io ho sempre pensato che molte madri non se lo potessero permettere di prendere il congedo con il 30% della retribuzione. Abbiamo aggiunto questo salvadanaio di tempo senza che si debbano ritrovare in condizioni economiche difficili”.

 

Come funziona oggi il congedo parentale

 

Ad oggi il congedo parentale può coprire fino a dieci mesi complessivi tra i due neo genitori, entro i primi 12 anni di vita del bambino. In particolare, per la madre lavoratrice dipendente sono previsti cinque mesi di “maternità obbligatoria”, a cui si aggiungono sei mesi continuativi o frazionati di “maternità facoltativa”.

Il padre lavoratore dipendente invece ha diritto a sei mesi continuativi o frazionati che possono diventare sette in caso di astensione dal lavoro per un periodo continuativo o frazionato di almeno tre mesi (quindi il congedo complessivo, in quest’ultimo caso, sale a 11 mesi).

Il genitore solo ha un periodo massimo di undici mesi. Le stesse tempistiche valgono anche in caso di adozione nazionale e internazionale, o di affidamento.

 

La retribuzione durante il congedo

 

Durante il congedo “obbligatorio” la madre ha diritto a un’indennità pari all’80% della retribuzione media globale giornaliera calcolata sulla base dell’ultimo periodo di paga precedente l’inizio del congedo di maternità o paternità alternativo.
Per quanto riguarda invece il periodo facoltativo, l’indennità scende al 30% della retribuzione media giornaliera entro i 12 anni di età del bambino e per un periodo massimo di nove mesi.

 

Come si stanno muovendo le aziende

 

Nel frattempo, il congedo parentale rimane un tema caldo e diverse aziende si sono mosse per facilitarne l’accesso e la fruizione. Per esempio Zeta Service, azienda leader specializzata in payroll e servizi dedicati alle risorse umane, è tra le prime imprese in Italia a introdurre il congedo parentale per le coppie omogenitoriali, ovvero famiglie composte da due genitori dello stesso sesso. Questa iniziativa punta a colmare un vuoto normativo presente nella legislazione italiana che attualmente non riconosce alcun congedo alle coppie omogenitoriali se non al genitore biologico. Zeta Service ha così deciso di riconoscere 40 giorni di congedo parentale, gli stessi previsti dall’azienda per il congedo di paternità che è stato quadruplicato rispetto a quanto previsto dalla normativa italiana per i papà (ovvero 10 giorni obbligatori di congedo).
Novità anche nel settore bancario, con Crédit Agricole Italia che ha deciso di incrementare i giorni di paternità per i propri dipendenti portandoli a 20 a partire dall’anno prossimo, con retribuzione al 100%. I giorni diventeranno 28 dal 2024.

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