Welfare aziendale per donne

Welfare aziendale per donne

I risultati dell’indagine Manageritalia – Edenred raccolti nel volume Un Welfare aziendale per le donne.

 

Per  il 92% delle donne manager gli impegni familiari e privati costituiscono in impegno gravoso e per il 60% di esse condizionano l’attività lavorativa e la carriera. La situazione penalizzante è particolarmente sentita dalle donne con meno di 45 anni (45% del campione), delle regioni del Centro-Sud (64%).  Tra le esigenze familiari più condizionanti spicca soprattutto la cura dei figli (71%), cui segue la cura di anziani (41%). Lo si legge su Un Welfare aziendale per le donne, pubblicazione curata da Filippo di Nardo per Guerini Next, che presenta i risultati dell’indagine promossa da Manageritalia e Edenred condotta su un campione di oltre 800 donne manager con un’età compresa tra i 45 e 54 anni (50%),  Il 41% delle quali occupate in imprese di grandi dimensioni con più di 250 dipendenti e  per lo più residenti nell’area Nord-Ovest (64%). Un libro interessante da leggere per capitani di impresa e direttori delle risorse umane interessati a creare un ambiente di lavoro positivo e produttivo.

 

Le Pmi più sensibili e flessibili delle grandi imprese

 

Il volume conta 192 pagine e costa 20 euro.

La ricerca ha voluto fare il punto  sull’efficacia dei programmi di welfare aziendale e in particolare sul peso degli impegni familiari, le difficoltà di conciliare i tempi di lavoro con quelli della vita privata  e le misure previste dall’azienda di appartenenza per aiutare le donne manager in queste direzioni. Dallo studio sono emersi elementi interessanti, alcuni in contro-tendenza con le aspettative sul tema. Si scopre così che nel 55% dei casi  sono attivati dai datori di lavoro agevolazioni di orario e di organizzazione.
Nel 70% delle risposte queste misure sono attivate da piccole imprese e destinate a tutti i dipendenti (51%), piuttosto che a singole professionalità (33% del campione). Nel 14% dei casi sono presenti piani di welfare aziendale ben definiti e attuati e gli strumenti giudicati dal campione come maggiormente utili sono lo smart-working e la possibilità di lavorare da casa (82%) e la flessibilità di orario di uscita e di entrata al lavoro (78%). Questa opzione risulta preferita specificatamente dalle manager di meno di 54 anni, residenti nel Nord-Ovest (85%) e ingaggiate in grandi aziende (88% dei casi)

 

Non mancano gli spazi di miglioramento

 

La fotografia scattata dal volume firmato da Filippo di Nardo conferma che il welfare aziendale per le donne è un valido strumento di sostegno nella condizione lavorativa e di carriera soprattutto nell’ottica di una conciliazione tra gli impegni di lavoro e quelli del carico familiare, ma presenta ancora ampi spazi di miglioramento a detta del 67% delle donne manager coinvolte nella ricerca.
Sotto questo aspetto il libro è interessante perché offre una serie di spunti che aiutano gli operatori del settore a definire meglio quali sono le esigenze dei dipendenti e come le aziende possono offrire soluzioni, poste le ricadute positive che le forme di conciliazione vita-lavoro presentano in termini di produttività, clima lavorativo e attrazione dei talenti.
Interessante anche la seconda parte del volume dedicata ad alcune case history di imprese che nel corso degli ultimi anni hanno messo a punto piani di welfare aziendale con iniziative tagliate sulla figura femminile. Tra queste figurano: Cambiaso Risso Marine, Ernst & Young, Fater, Fondazione Poliambulanza Istituto Ospedaliero di Brescia, General Electric Italia, Micron, Gruppo Nestlé Italia, Sara Assicurazioni, Sanofi, Trans-Edit Group, Unicredit. Tutte storie stimolanti che offrono numerosi elementi utili a tutti gli imprenditori e ai responsabili delle risorse umane.

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eleonora.maglia@tuttowelfare.info